Hallelujah
giovedì, 22 ottobre 2009; commenti (4)
On air: Jeff Buckley - Hallelujah
(whatelse)
Ci sono, esistono quei momenti in cui stai seduta a pensare, a non pensare, a. Quei momenti in cui stai seduta e d'improvviso qualcosa; qualcosa ti bisbiglia all'orecchio, ti entra in testa, arriva e BAM! L'illuminazione, Il Mistero della Fede. E nella frazione di un attimo il significato non ti è mai parso così chiaro. Così ovvio. Così tuo. Così.
Una canzone, per esempio.
Non che tu sia mai andato a ricercarne il messaggio: credevi da sempre di averlo in mano, sai. Dal primo ascolto. Lo tenevi stretto. Piangevi anche allora, eppure qualcosa ti sfuggiva.
La Luce: e piangi anche adesso. Solo che ora sorridi pure. Piangi e sorridi. Senza sapere se essere triste o felice. Non che certe cose si sappiano, in genere. Credo. Ti senti caldo. Caldo e luminoso. Una candela, un faro, una colorata lucina di Natale.
Il mondo intorno a te gira ancora, girava prima, girerà dopo. Si spera.
La ragazza al banco serve whiskey e cola nei bicchieri di plastica rossa, il gruppo sul palco suda, una coppia giovane balla all'ombra delle colonne a fondo sala. Tutto è frammentato all'attimo: ti espandi e ti dilati fino ad occupare tutta la stanza. Non c'è più niente al di fuori di te. Tutto e niente. Vedi ma non ti preoccupi di sentire, perchè niente di quel che avviene ti potrà mai interessare poi tanto. Quando si dice "le esperienze che ti cambiano la vita".
Che poi non è vero. La tua vita non è cambiata proprio per un cazzo.
Però tu, oggi, ora, adesso, da adesso, sei un po' diverso. E quel che è stato, è stato tuo, e sarà tuo, solo tuo.
Nessuno potrà dire che ti capisce, stavolta.
E' commovente.
But love is not a victory march, it's a cold and it's a broken hallelujah
Cazzo, da quando ho cominciato a scrivere come Moccia?
EloiseTheDoll
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я не говорю по-русски
lunedì, 12 ottobre 2009; commenti (6)
JU: "Si, sono sempre su a Milano. Mi sono iscritta all'università, sai? In Cattolica. Mi ci vedi?! Tecniche linguistiche per la comunicazione e l'informazione.
Ho anche cominciato a studiare russo, te l'avevo detto?"
Davide: "Ah si?! E come si dice "Me la dai" in russo?"
JU: "Si dice: Niet."
[and that's pretty much it]
EloiseTheDoll
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Ballando con le stelle
venerdì, 11 settembre 2009; commenti (9)
On air: Fabrizio De André - Ho visto Nina volare
E io ho visto una stella camminare. Camminare per davvero. Camminare. Si muoveva, giuro. L' attimo prima era lì al centro della notte, e subito dopo brillava cinque centimetri più in là. Verso ovest. Navigava in direzione ponente. Giusto il tempo di un battito di ciglia.
Non sono pazza. Cadeva. Ma non con quella caduta tipica delle comete. Non c'era coda, non c'era dinamismo, non c'era velocità. Niente luci intermittenti, non era un aereo. Semplicemente: si spostava.
Ne ho seguito il lento percorso fino alla collina bruciata, poi si tuffa al rallenty e scompare.
E sembravo l'unica a notarla. Gli altri continuavano a fumare incuranti sul terrazzino, a discutere sull'inaspettata acconciatura di Morgan per la prima di X-Factor 3. L'inaspettato taglio di Morgan. Che diciamocelo: senza quella decentrata chioma ribelle color asfalto e bianco uniposca ha perso buona parte del suo fascino. Che ha cercato di recuperare con un cardigan che pareva preso in prestito dall'armadio di Ricky Cunningham sul set di Happy Days. Discutibilmente. Che poi Ricky Cunnigham aveva dei gran bei cardigans, davvero. Questo dobbiamo riconoscerglielo.
E comunque nessuno con il naso verso quel punto bianco che camminava. Nessuna interruzione della programmazione serale per un'edizione speciale del TG2 "Il cielo si muove". Che poi che la terra si muova, questo lo so. E che quindi in un certo senso anche il cielo si muova, anche questo lo so. Ma una stella non può presentarsi, sfilare e abbandonare la passerella in sette minuti scarsi.
Niente. Morgan ed il suo cardigan continuavano a girare sulla sedia nello schermo. Nessun allarmismo, nessun Armageddon, nessuno che corresse, braccia levate a quel cielo che si sposta, gridando "E' la fine del mondo". Niente panico.
E io volevo solo voltarmi e prendere qualcuno per le spalle, qualsiasi qualcuno, e con il terrore negli occhi urlare "Cazzo, il cielo sta cadendo!"
Forse dovrei smetterla di guardare film apocalittici. Sono troppo, troppo influenzabile.
O forse dovrei intendermene un po' di più di astronomia. Credere che la posizione di Giove influisca sul mio umore e su quello delle altre cuspidi Scorpione ascendenti Cancro, non credo abbia solidi basamenti scientifici.
Che poi magari era un Ufo. Anche se sarebbe stato parecchio deludente.
Innanzitutto perchè me lo aspettavo più eclatante il passaggio di una nave spaziale. E poi perchè non sono venuti a prelevarmi per sottopormi a controversi esperimenti paramedici in asettiche sale aerospaziali, principalmente.
Ho sempre sognato di conoscere un affascinante principe extraterrestre, trovare l'amore nei suoi vitrei occhi neri e vivere per sempre felice e contenta, governando la galassia con amore, giustizia e lealtà. Per eoni ed eoni.
Perchè diciamocelo, quello azzurro di principe è un po' scontato ora che siamo entrati nel ventunesimo secolo. Che poi non è da escludere che possa essere di qualche sfumatura o variazione del blu, il mio principe. Epidermicamente parlando.
Forse dovrei smetterla di mangiare tutti questi zuccheri.
mastica e sputa
prima che venga neve
luce luce lontana
più bassa delle stelle
quale sarà la mano
che ti accende e ti spegne
EloiseTheDoll
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Commercial Break
domenica, 09 agosto 2009; commenti (3)
On air: Lorella Cuccarini - La Notte Vola
Questo blog sta perdendo frequenza.
Soprattutto la mia.
EloiseTheDoll
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singasong
venerdì, 12 giugno 2009; commenti (8)
On air: Niente.
Nel vario e più che altro eventuale caso: Blu Vertigo - L' Assenzio
Perchè il canto, è come un amante. Morboso, opprimente: indispensabile. Un marito affettuoso su cui riversare l'emozione che nella vita non metti, che nella vita non vivi. La storia adolescenziale che non hai mai avuto, il ragazzo che per primo ti mette le mani sotto la maglietta, l'uomo che ti ruba l'anima. Il cuore. L'innocenza.
E che poi ti restituisce.
La tossicodipendenza di cui hai bisogno. Mente e corpo.
Che ti fa piangere, che ti fa ridere, che un sacco di banalità, che una volta messe su note tanto banali poi non sembrano.
E' il fidanzato che ami troppo.
Che sofffoca il mondo che vi circonda, che assorbe, che ti assorbe. E da cui decidi di separarti, velando le paure con una patina parvente di maturità. Abbi il coraggio di aprire gli occhi, guarda le cose come stanno amore mio. Non siamo fatti per stare insieme.
Perchè il suo cuore, batte troppo forte nel tuo petto,
E non importa quanto ami una persona; quando il suo sangue scorrerà troppo vicino alle tue vene; scapperai. Non puoi fare altro che scappare.
Riconosci la citazione, Anna?
Ed un giorno. Un giorno. Quando credevi che i tuoi occhi si fossero asciugati, quando credevi di essere autosufficiente, quando credevi di aver dimenticato. In silezio, Lui ritorna. Di nuovo suona al portone, e senza domandare, entra. Non se ne è mai andato. E' sempre stato là. Che tu lo voglia o no, lui ti bacia ancora una volta.
E di colpo, sorridi.
e di colpo vivi,
e di colpo, per un attimo, hai voglia. Voglia di avere voglia. Voglia di.
Ed il sole non è mai stato più caldo, e la strada non è mai stata più allegra, e i ricordi non sono mai stati tanto vicini e la vita non è mai stata così semplice, così chiara, così all'apparenza, così nel tempo di un istante.
Potrai urlare, potrai piangere, potrai rompere i piatti.
Potrai allontanarlo ancora, ma sarà lui a tornare. E tornerà sempre. E ti prenderà per mano quando ti troverà inginocchiata a terra a raccogliere i cocci. E piano, toglierà le schegge che si nascondono nella carne. Una per una. E tu non potrai fare a meno di amarlo. Una volta ancora.
E di ringraziarlo.
Once more, non abbandonarmi di nuovo.
Once more.
Credi in me, quanto io credevo in te.
quanto io credevo di aver dimenticato di credere in te.
quanto io credo in te.
O anche solo la metà.
Votatevi alle divinità più disparate. Prendetevi un idolo ciascuno un tempio a testa, una Terra Santa per uno. Non fa male a nessuno. E pregate per me.
Auguratemi buona fortuna.
Grazie.
EloiseTheDoll
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Tira le somme
martedì, 02 giugno 2009; commenti (6)
On air: Joy Division - Love Will Tear Us Apart
Sono arrivata alla conclusione che se ancora leggi Lovecraft a trentadue anni, c'è qualcosa che non va.
Sono arrivata alla conclusione che se l'Apocalisse avesse un rumore, sarebbe quello della M3 prima della fermata Conciliazione. Next Stop, Conciliazione.
Sono arrivata alla conclusione di non essere poi così sicura di avere una furtiva, ma intensa relazione con me stessa. Non ne sono mica più tanto certa. Forse, un giorno, quel giorno, dimenticai anche il mio cuore a casa tua. E forse, oggi, da quel giorno, ancora tu lo tieni. E' l'inconscio, temo. La solita vecchia storia che sai di non sapere. Eppure la conosci. Il mondo platonico delle Idee Innate rivisitato in chiave freudiana. E forse oggi, da quel giorno, ancora ti amo. E se domani decidessi di tornare dove forse tu non sai di essere mai stato, io ancora prenderei un lazzo e cercherei di tenerti stretto. Calamity Jane. Perchè io del Vecchio West solo questo conosco. Un paio di leggende popolari e qualche personaggio folkloristico. Pecos Bill, Johnny Apleseed, Lilttle Bo Peep has lost her sheep. E una manciata di snocciolate biografie dei più grandi fuorilegge del West, il grilletto più veloce del saloon.
Vorrei ancora rinchiuderti nell'Area 51 del mio Giardino, sorvegliato giorno e notte senza possibilità di evasione alcuna. In un oasi lisergica per te appositamente creata. Unicamente dedicata a te. Costruita dai più bei colori che acido umano mai concepì. Montata su travi di Psichedelia che tanto ami. Ancora cercherei di renderti felice. E di rendere me felice con te.
Amo troppo il tuo ricordo per chiedere il divorzio.
Ed il Perdono agli occhi di Dio.
Sono arrivata alla conclusione che dovresti lasciarmi cercare trai vecchi poster che hai appesi nel capanno degli attrezzi il muscolo cardiaco che mi manca. Lasciare che ritorni al suo posto. Andartene definitivamente. Una volta per tutte. Smetterla di essere il mio comodo capro espiatorio per qualunque cosa di bello e di brutto accada nella mia vita.
Sono arrivata alla conclusione che comunque, è ingiusto.
Sono arrivata alla conclusione che gli anni Ottanta, vanno un attimo presi da parte. E rivisitati con calma. David Bowie.Christa Päffgen.Velvet Goldmine. Velvet Underground. Indie. New Wave. Joy Division. Nico. Ziggy Stardust. Johnatan Rhys Meyers omosessuale e dai capelli turchesi.
Sono arrivata alla conclusione che forse lo shopping non rende felici. Ma Vivienne Westwood, sì.
E anche la mia nuova, ampia camicia post punk che fa tanto Robert Smith.
Sono arrivata alla conclusione che "I Barbiturici" oltre ad avere un suono delizioso, sia anche uno stupendo titolo per un libro. Un libro che parla di due ragazze innamorate di un appendiabiti con la maglietta dei Joy Division. Una di loro porta un foulard di Hermes intorno alla testa e dei grandi occhiali fumé anni cinquanta; e va alla ricerca di una Nuova Vita e di un Nuovo Amore in America. L'altra dalla sensibilità molto marcata e la tendenza ad una visione pessimistica e fortemente emo della vita, preferisce recludersi e rinchiudersi nella sua stanza. Cullata dal suo depressivo e fragile crollo psicofisico e dalla voce di Ian Curtis, presto sostituito da Lou Reed. Perchè Brutti Ricordi. Entrambe, legate da un comune amore ed un comune destino, troveranno la Salvezza finale nei suddetti derivati della Pirimidina. Da qui il Titolo. "I Babriturici". La colonna sonora è dei Tokio Hotel che con un casco di banane in testa e una larga gonna di foglie di palma, ancora tentano di conquistare gli indigeni della Papua Nuova Guinea. Davvero dovrei scriverlo questo libro. I really, really should. Really.
Sono arrivata alla conclusione che Tarantino mi concilia il sonno. Quentin è la mia Ninna Nanna preferita.
Sono arrivata alla conclusione che metà della mia vita l'ho passata ad arrivare a conclusioni. Di più. Un buon settanta per cento delle mie giornate. Conclusioni nemmeno troppo conclusive, poi.
Quel che si dice "Tempo sprecato"
Non sono, invece, arrivata alla conclusione del motivo che spinge i senegalesi venditori di gadget pacchiani in Centrale, a tentare di smerciare inutilmente minibiciclette, dotate di minimotore elettrico e miniciclista incorporato, che una volta in azione emettono un inquietante motivetto che mi riporta tanto alla mente il fischiettio di Bill in Kill Bill e il jingle dell'Esoricista.
Già non mi è chiaro come possano sperare che qualcuno compri cinesissimi girasoli canterini in peluche o i gatti dalle pupille dilatate e lo sguardo di un cocainomane.
Ma quelle biciclette, proprio, rimangono un mistero.
EloiseTheDoll
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Accidia Invalidante
martedì, 26 maggio 2009; commenti (1)
On air: Ilona Mitrecey - Un Monde Parfait
E' come portare un virus in grembo. Un tumore, l'HIV. Una di quelle malattie che fanno scattare il lentissimo conto alla rovescia verso la tua decomposizione. Meno tre anni, meno sei mesi, meno cellula dopo cellula. Che viene aggredita, fagocitata, abbandonata. E' come sentire la bestia muoversi nel tuoi occhi ed osservarla sgretolare il mondo che ti ciroconda. Dentro, fuori, sopra, sotto, nel giro di un grande diametro, nel raggio di miglia, di anni. Soprattutto dentro. Annullare. A n n u l l a r t i .
Uccide gradualmente la voglia di piacerti, di piacere. Eri preoccupata per la mia sregolata vita sessuale, mamma? Non hai nulla da temere, mammina cara <3 . La mia sregolata vita sessuale è controllata. Controllatissima. Così sotto controllo da essere completamente assente, mamma. E sai cos'è il peggio? Il peggio è che non mi interessa. Il peggio è che tua figlia, mamma, a diciannove anni, è completamente frigida. O come se. Di già. Come se lo fosse. Non ricordo l'ultima volta in cui mi sono guardata allo specchio del bagno e abbia pensato "Cazzo che figa". Non so più a quando risalga. Tutto quello che lo specchio oggi mi riporta, è un conato di vomito. E per "oggi" intendo un lasso di tempo un attimo più ampio di ventiquattro ore. E' un modo di dire, mamma. Cerca di capire. L'ultima volta che sono andata a ballare con la voglia di lasciarmi desiderare, avida di sguardi. L'ultima volta che sono uscita con la voglia di flirtare, di provocare. Quando credevo bastasse il giusto numero di battiti di ciglia per tenere il mondo in mano. Una biglia. Mi illudevo. Non funzionava, certo. Ma non importava, non importa. L'ultima volta che ho desiderato un bacio. Un corpo. Rimanendone costantemente delusa, poi. Come sempre, chiaro. Ma non importava, non importa.
Era la voglia che contava.
E oggi tutto quello che io ho da raccontare allo specchio, è un' indifferente scrollata di spalle.
Ti abbandona seduta con la bocca spalancata ed un disgustoso rivolo di bava come cornice laterale, a fissare uno schermo con occhi vitrei. A trascorrere delle ore senza sapere come le hai trascorse. Eppure le hai passate. L' orologio testimone ti informa che sono le undici passate.
Una grossa bambola di carne e sangue e peli in stato comatoso. Un vegetale. Un sacco di pelle e unghie dallo smalto dato male che svogliatamente cerca tra quel che le resta in borsa.
Quelle che credeva passioni: annullate.
FAIL.
Alza la testa. Una grossa goccia di bava macchia la fodera rossa del letto ad una piazza e mezzo. Bava e teina.
Alza la testa. Lo guarda dritto negli occhi, nei suoi occhi. Nei miei occhi. Ti guardo.
Sto parlando con te. Sì, con te virus del cazzo.
Mangiami, digeriscimi e mangiami ancora, come una vacca. Una grassa, stupida giovenca. E guardami, mentre mi mastichi. Guardami, perchè la mia borsa non è ancora vuota. Perchè ci sono delle cose che tu non potrai mai decomporre. Intaccale, sporcale, mordile, non le annullerai mai. Troia. Non saranno mai tue. Puttana.
Le mie Voglie.
Ascoltami bene, Accidia, perchè non lo ripeterò un'altra volta.
EloiseTheDoll
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La Ragazza che urlò Depressione
giovedì, 14 maggio 2009; commenti (5)
E che a forza di urlarla, la ottenne.
Non preoccupatevi. Non preoccupatevi se non oggi non riuscite ad amarmi, davvero. D'altronde io mi amo già a sufficienza.
Amo quel fallimento che nel giro di un anno sono riuscita a diventare. Amo il mio giardino di sterpaglie ed erbacce che ancora mi ostino a curare innafiandolo con acido nitrico e succo d'arancia. Amo il solo pensiero di doverti di dire "Mamma. Ho sbagliato" "Mamma avevi ragione tu". Che tutti i miei passi sono stati più lunghi delle mie gambe. Delle mie tonde, grasse, gambe. Del mio tondo grasso corpo. Che non ne ho mai fatto uno solo di passo, mamma. Che li ho sognati. Che li ho sognati tutti, come sempre mamma.
Come si dice quando trovi dei colori fuori produzione all'interno del tuo ventre, ma non possiedi i pennelli per dipingerci il mondo? Come si chiama e quando hai le potenzialità, ma non le applichi? Come ci si sente quando sei piena di teoria. Così piena da vomitarla ogni mattina dopo il caffè, ma assolutamente priva di pratica?
Te lo dico io come ci si sente. Come si dice, come si chiama. Si dice Fallimento, mamma.
Quando deludi tutti quanti, ma di deludere te stessa non te ne frega un cazzo.
Si chiama Gulia, mamma.
E mi dispiace. Mi dispiace, perchè nonostante tu non abbia mai creduto in me, so che hai sempre preteso il meglio. Il meglio del fantutti. Del questolopossonofaretutti. La tua Regina della Mediocrità soffre di Accidia Invalidante, mamma. La tua Presidentessa del partito delle Cose Comuni oggi si tocca la schiena e le ali non le sente. Quelle punte stondate che crescevano dietro le scapole non erano altro che ossa, vero mamma? Ossa che non riesco nemmeno più a sentire. Circondate da un pesante strato di flaccidi lipidi. Saturi ed Insaturi. Forse avevi ragione,mamma: il volo avrei dovuto spiccarlo anni orsono. Forse avevi ragione, mamma. Dovevo camminare bassa. Dovevo strisciare. Dovevo staccare gli occhi dal cielo. Sono ridicola, guardami. Sono patetica, non guardarmi, ti prego.
E non sai quanto mi faccia male doverlo ammettere.
Mi sento sola. Ed ho paura. Non di me, ma di te, mamma. Ed è qui che sbaglio, vero?
Perdonami, ma devo formattare la mia vita. Tabula Rasa. Non sono mai morta. Era solo un sogno. Non sono mai rinata. L'ennesimo stupido sogno.
Oggi, devo uccidermi, mamma. Vorrei mi compiangessi, anche se so non lo farai. Ti limiterai a squadrarmi coi tuoi occhi freddi. Che dicono "Te l'avevo detto" che dicono "Anche questo dolore dovevi darci?" che dicono "Sono preoccupata per la tua sregolata vita sessuale". Nemmeno quella, mamma. Nemmeno quella. Indovina, mamma, nemmeno quella mi resta.
Sono sola ed ho paura. E ti prego, non essere ancora una volta la mia coscienza. Non domani. Domani, per una sola volta, sii il mio Diario Segreto. La mia Cara Psicologa. La mia Posta del Cuore.
E voi andatevene tutti a fanculo. Tutti, cortesemente, gentilmente a fanculo. A gruppi di due o tre. Senza spingere, grazie.
Anzi no. Spingete. Spingete, pure. Urtatevi. Si, grazie con piacere.
Attenta a quel che desideri, bimba mia; perchè potresti ottenerlo.
Vorrei poter dire di aver imparato la lezione, mamma. Ma in tutta sincerità, non ne sono poi così certa.
E tu sai quanto io lo odi. Essere sincera, mamma.
EloiseTheDoll
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You get me closer to God.
domenica, 10 maggio 2009; commenti (4)
On air: Fragile No Elektro - Aquefrigide
Dovrei allestire una bancarella ed appenderci un grosso cartello tinto in colori fluo "Free Kisses" . Con dei grossi cuori rossi. Reinventare la tomba di Oscar Wilde a stand per il mio affetto da volontariato. La mia lingua gratuita.
Quantomeno, sarei più credibile.
Eppure tu non verresti, vero? Anche se fossero in omaggio, non ti presenteresti comunque, vero? Paghi due prendi tre. Paghi uno prendi quanto vuoi. Non pagare, è gratis. Sarebbe lo stesso, vero? No, non verresti. Lo so che non verresti. Cazzo di omosessuale. Perchè sei un cazzo di omosessuale, vero? Anche i gay sono okay . No, ti prego, non dirlo. Taci. Non farmici nemmeno pensare alla remota e ridicola possibilità che sia io a non piacerti. Che IO non piaccia a TE. Stai zitto, lasciami credere che tu sia gay. Un cazzo di omosessuale represso. Per favore. Ominosessuale.
Dovrei farmi cospargere di olii ed incensi profumati, laccarmi d'oro, farmi sostituire le pupille da due rubini splendenti. Perle tra le labbra. Il Principe Felice delle minoranze. Lasciarmi inalzare sul piccolo altare del piccolo tempio, adorno di piccoli gigli e candele bianche. L'Idolo della nicchia. Il vostro idolo iconografico. La vostra Madonna sconsacrata e blasfema che oggi, sdraiata sui gradoni sotto l'Arco di Trionfo, guardava quel punto blu, dove a sentire gli altri, dovrebbe aver casa il Paradiso.
La Regina della Bigiotteria che ha bisogno della vostra presenza, delle vostre preghiere, del vostro amore incondizionato per reggersi in piedi sul marmo del piccolo altare del piccolo tempio dai piccoli fregi. Per preservare il viso d'alabastro dalle crepe premature. Siete il mio lifting. Le mie iniezioni di botulino anticipate.
Perchè nessuno mi amerà mai più di quanto non faccia già io stessa. Sono arrivata alla squallida e capricciosa conclusione che non riesco a mettere il mio cuore all'asta insieme ai baci, perchè sono già impegnata. Non mi lascio amare, perchè io sono la mia fidanzata. Mia moglie. La mia Anima Gemella. E nessuno saprebbe mai amarmi, quanto io amo me stessa. Nessuno riuscirebbe mai ad apprezzarmi quanto merito. A desiderarmi, a volermi, a rendermi felice meglio di quanto non sappia fare già da sola. Io mi amo. Io mi amo sempre troppo. Chi saprebbe baciarmi meglio della mia controparte cinematografica? Della mia ombra? La mia bella, bellissima ombra.
E non vi lascio entrare, perchè non ho spazio per voi. Perchè il mio cuore è chiuso in una gabbia di cristallo azzurro e la sua chiave, la custodisco gelosamente all'interno dell'utero. Sporca e dimenticata, corrosa dai succhi gastrici. Mia, mia. Solo mia. Nostra. Nostra, amore mio.
E vedo Cupido incarnato in un corpo virtuale di pixel ben assemblati, incredibilmente ben assemblati. Uno schema di codici binari talmente perfetto che vorresti che anche Dio sapesse sorridere come Zack Fair. Gli angeli dovrebbero portare in volto la dolcezza del suo sguardo inclinato.
E lo amo, perchè è irreale.
E lo amo, perchè non esiste.
E lo amo, perchè è la pagina di album da colorare senza l'immagine d'esempio a fianco. Un contenitore vuoto. Una scatola nuova di fabbrica.
E lo amo, perchè nessuno sa amarmi.
E lo amo, perchè questa è una squallida realtà.
E lo amo, perchè mi amo.
Nel giro di poche ore, sono riuscita a fare più danni da sola, di quanti qualunque persona impiegherebbe mesi a fare. E credo che la grammatica sintattica di questa frase sia sbagliata. Cacofonica. E ridicola. Credetemi, l'ho riletta. Più e più volte, ma non riesco a renderla corretta. Poco importa, il significato è quel che conta, adesso.
Nel giro di una notte ho destabilizzato interamente la mia quiete, sono stata costretta a prendere posizioni, ad agire attivamente, ad abbandonare la mia zattera sul Corso degli Eventi per prendere mano sul tempo. In mano il tempo. E la zappa e la vanga, perchè il mio giardino stava mutando senza il mio permesso. E Dio solo sa, quanto io lo detesti.
E tutto questo solo perchè ho bisogno di te. Di voi. Ho bisogno delle vostre preghiere, dei vostri inni sacri, dei vostri incensi, doni, canti, del vostro amore.
Voglio che tu mi voglia. Ho bisogno che tu mi voglia.
Amatemi. Amatemi e Perdonatemi, vi prego.
Prentedete due dita, portatele agli angoli della bocca,e tiratela verso l'alto in una smorfia di felicità istantanea homemade.
Non sono allegra, oggi. Ma domani tornerò sulla zattera a navigare il Corso degli Eventi. Domani sarà okay. E' sempre tutto okay. Tutto irrimediabilmente okay. E questo è perchè non riesco a mantenere alcuno stato emotivo per più di trenta minuti. Ho solo le versioni promo a durata limitata.
Domani, vi parlerò di Parigi.
Domani, sarà okay.
EloiseTheDoll
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Si chiude una porta...
domenica, 05 aprile 2009; commenti (8)
... Si apre un portone.
Un portone del cazzo che poteva anche restare chiuso, detto tra noi. Sempre ammettendo che esista questo portone, perchè così dice il proverbio. Ma io mica lo vedo.
Niente maledetto blocco del fottuto scrittore, fottutissimo; niente rapimento alieno, non ancora purtroppo. Ma attendo fiduciosa.
Sto semplicemente aspettando il nuovo template, la nuova scenografia per i miei spettacoli, il mio nuovo palco, l'arredamento per il nuovo appartamento.
Perchè questo puzza di vecchio e di stantio, puzza di passato che non tengo più in mano. E poi, sostanzialmente, perchè sono più le volte che vedo i pixel cadere lentamente dalle colonne, anzichè restare compatti a formare immagini. Pixel anarchici.
E l'ambiente conta. L'ambiente è essenziale. Scrivici tu in un vecchio cinema abbandonato, isolato ermeticamente dal mondo esterno, ammassato insieme ad una decina di personaggi che come te cercano la fama. E la storia della loro vita da pubblicare sullo scaffale di un'eventuale Feltrinelli.
No, io aspetto. E ballo da sola, grazie. Aspetto tremando perchè ho bisogno di scrivere, ne ho talmente bisogno che pugnalo i tasti ad una velocità che non conferisce loro alcun senso.
Perchè ne ho bisogno.
Ho così tanto da dire che finirò per restare in silenzio. Come al solito.
Abbiate fiducia. Anche se in me, è difficile averne. Lo riconosco.
Questo è il post più corto che scrivo da quando sono divenuta una fottuta rockstar del mondo della blogsfera.
Fatemi l'applauso.
EloiseTheDoll
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Twinkle Twinkle Little Star
How i wonder what you areAbout a Girl
"Sono sempre stato il maestro di me stesso. E devo ammettere che sono sempre stato anche il mio allievo preferito."
(Oscar Wilde)
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Scrivere.Cantare.No,grazie. Ho smesso.
Innazitutto l'ipocrisia, e le truzzette che se la tirano, e la gente falsa, e i luoghi comuni, e le mezze stagioni, e i pregiudiziBookshelf
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